Esami, sessione speciale

di seguito la data per la sessione speciale di esame del corso “Economia e Diritto Ambientale per Biologia della Produzioni Marine”:

Venerdi 7 marzo 2014 , 0re 9,30
presso l’auletta Monticelli (di fronte ascensore), al 4° piano di Mezzocannone, 8

si prega prenotare con almeno 48 ore di anticipo, a mezzo mail: edabpm@gmail.com , riportando in oggetto “esame sessione speciale”

AC

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Il lato oscuro della aragosta

Durante le lezioni del corso di “Economia e diritto ambientale per le produzioni marine” abbiamo spesso evidenziato le contraddizioni del mercato globale. In particolare si è fatto più volte riferimento a un consumatore totalmente inconsapevole di come i prodotti vengono pescati e o allevati: impatti ambientali, condizioni di lavoro, igiene e sicurezza della filiera produttiva!

L’articolo di seguito riportato (tratto da El Mundo, Honduras) tratta dei morti e degli invalidi tra i pescatori di aragosta, obbligati a immersioni senza sosta, in spregio a qualsiasi norma di sicurezza.

http://www.elmundo.es/cronica/2013/12/29/52bec526ca4741f9208b456a.html  (in spagnolo)

AC

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Etichettatura dei prodotti ittici

Il regolamento (CEn. 104/2000 del Consiglio del 17 dicembre 1999, relativo all’Organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, stabilisce, all’articolo 4 (Capo 2 -Informazione dei consumatori) i prodotti ittici possono essere proposti per la vendita al dettagli al consumatore finale soltanto se rechino un’etichetta adeguata che precisi:

a)    La denominazione commerciale della specie
b)    Il metodo di produzione (pescato in mare, pescato in acque dolci o allevato)
c)     La zona di cattura.

Secondo lo stesso Regolamento, gli Stati membri stabiliscono e pubblicano l’elenco delle denominazioni commerciali autorizzate sul loro territorio. Tale elenco deve indicare, per ciascuna specie, il nome scientifico  e la/le denominazione/i in lingua ufficiale.

Il Reg. (Ce) n. 2065/2001 della Commissione Europea del  22 ottobre 2001 stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEn. 104/2000 del Consiglio per quanto concerne l’informazione dei consumatori nel settore dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.  (Fonte: MIPAAF)

A questo link è possibile trovare l’elenco delle specie ittiche di interesse commerciale in Italia: http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2563

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Data esame di dicembre 2013

L’esame del corso “Economia e Diritto Ambientale per Biologia della Produzioni Marine”:

18 dicembre 2013, ore 10.00

presso l’auletta Monticelli (di fronte ascensore), al 4° piano di Mezzocannone, 8

si prega prenotare con almeno 36 ore di anticipo, a mezzo mail: edabpm@gmail.com
AC

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esami sessione autunnale

di seguito le date per la sessione autunnale di esame del corso “Economia e Diritto Ambientale per Biologia della Produzioni Marine”:

24 settembre 2013, ore 11,00
10 ottobre 2013, ore 9,30
presso l’auletta Monticelli (di fronte ascensore), al 4° piano di Mezzocannone, 8

si prega prenotare con almeno 36 ore di anticipo, a mezzo mail: edabpm@gmail.com
AC

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variazione seduta esami giugno 2013

Gli esami di Economia Diritto Ambientale Biologia Produzioni Marine AA 2012/2103 si terranno giovedì 13 giugno (e NON più mercoledì 12), alle ore 9 presso l’auletta Monticelli (di fronte ascensore), al 4° piano di Mezzocannone 8.

AC

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Le farine animali per l’acquacoltura

Il 16 febbraio, con regolamento n. 56/2013, la Commissione europea ha reintrodotto l’utilizzo di farine animali (pollo, maiale) in acquacoltura.

Una decisione che interviene dopo 12 anni di divieti. L’utilizzo di farine animali nei mangimi è stato vietato nel 2001, a seguito della crisi dell’encefalopatia spongiforme bovina (Bse).
Nondimeno, a seguito di approfondite analisi dei rischi, la Commissione Ue ha considerato l’opportunità di ammettere l’utilizzo di materie prime per mangimi derivate da animali c.d. «mono-gastrici» – vale a dire, con un unico stomaco – come i maiali e i polli, a partire dal primo giugno 2013.

Secondo i più le motivazioni della UE sono strettamente di natura economica: la Cina e altri Paesi del sud est asiatico (i maggiori produttori al mondo) si accaparrano la maggior parte dei prodotti (in particolare farine di pesce) utilizzati come alimento in acquacoltura e quindi la UE cerca un succedaneo a basso costo.

Bisognerà vedere nella pratica in che misura percentuale tali alimenti potranno essere utilizzati e capire gli effetti sugli individui così alimentati  – a tal proposito la UE avrebbe già dovuto espletare le procedure di controllo secondo il principio di precauzione. A prescindere da ciò, questa scelta non mi trova particolarmente d’accordo neanche in linea teorica. E’ un errore strategico inseguire la concorrenza dei Paesi asiatici riducendo la i costi e quindi la qualità del prodotto finale, perché non potremmo mai competere con la loro quantità. La sfida è quindi proprio differenziarsi sulla qualità, rendendo il prodotto europeo sempre più sicuro, garantito, salutare e educando i consumatori a compiere scelte consapevoli.

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